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Fondazione Università "G. d'Annunzio" di Chieti - Pescara

FotografiaIl risultato di una importante ricerca, realizzata da studiosi statunitensi in collaborazione con il professor Feliciano Protasi e la dottoressa Simona Boncompagni - presso la Fondazione "Università G. d'Annunzio" di Chieti al Centro Studi sull'Invecchiamento (Ce.S.I), è stato pubblicato nel mese di Aprile su Cell, una delle più autorevoli riviste scientifiche.

In questo studio, risultato di tre anni di studi e sperimentazioni, sono state identificate le basi molecolari che determinano nell'uomo crisi letali attribuite a ipertemia maligna e alla così detta sindrome da colpo da calore.

"In alcuni soggetti umani geneticamente predisposti - spiega il prof. Protasi - la somministrazione di anestetici alogenati in camera operatoria scatena crisi acute (sindrome da ipertermia maligna), che possono essere fatali se non immediatamente trattate con somministrazione di dantrolene".

L'ipertermia maligna provoca morti improvvise - precedute da sintomi quali aumento della temperatura corporea e rottura delle fibre muscolari (o rabdomiolisi) - che sorprendentemente presentano molti aspetti simili a quelle dovute alla sindrome da colpo da calore.
Queste ultime colpiscono soggetti particolarmente sensibili a condizioni ambientali sfavorevoli (alte temperature e eccessiva umidità) o giovani atleti durante sedute di esercizio fisico strenuo.
"In questi ultimi - sostiene lo studioso - la morte può essere causata da difetti cardiaci pre-esistenti, ma potrebbe anche essere il risultato di blocco cardiaco o renale secondario alla rabdomiolisi scheletrica".

Le crisi da colpo da calore sono diventate negli ultimi anni oggetto di preoccupazione a causa del riscaldamento globale del pianeta e dell'aumentata frequenza di ondate di caldo anomale e prolungate nei periodi estivi, soprattutto nelle grandi città.
"Molti casi di ipertemia maligna, e alcuni casi di colpo da calore, sono stati legati a mutazioni genetiche in una proteina, il Recettore della Ryanodina, RyR, che controlla il rilascio di calcio e l'attivazione della contrazione nel muscolo scheletrico. Nel lavoro scientifico pubblicato su Cell - continua Protasi - sono state investigate proprio le basi molecolari che scatenano crisi di ipertemia maligna e il colpo da calore, utilizzando modelli animali murini che esprimono una mutazione nel RyR, omologa a quella che in alcune famiglie umane provoca reazioni acute in seguito a somministrazione di anestetici".

FotografiaSi è così scoperto che la presenza di questa mutazione causa nell'animale crisi fulminanti sia a seguito di anestesia, sia in condizioni di alta temperatura. Da qui, l'importanza di questo lavoro uscito recentemente su Cell.
"Per la prima volta questo studio ha dimostrato - sostiene ancora il professore - che entrambi gli episodi letali sono scatenati dalla over-produzione, nella fase acuta della crisi, di alte quantità di specie ossidanti dell'ossigeno e dell'azoto, le quali determinano una perdita di controllo del sistema muscolare, seguita da contrazione spasmodica, rabdomiolisi e conseguente morte improvvisa. Inoltre lo studio mostra come un semplice cambiamento nella dieta somministrata agli animali (aggiunta di agenti anti-ossidanti) diminuisce sensibilmente la loro sensibilità allo scatenarsi delle crisi".
La ricaduta sociale della scoperta scientifica? "Questa scoperta - afferma il prof. Protasi - potrà negli anni a venire risultare importante sia dal punto di vista preventivo, sia dal punto di vista del trattamento in fase acuta della sindrome da colpo da calore. Nel primo caso - continua Protasi - soggetti e famiglie in cui è stata determinata la suscettibilità agli anestetici potranno essere allertati su una loro possibile over-sensibilità a condizioni ambientali sfavorevoli o a esercizio fisico strenuo. Nel secondo, invece, la possibilità di trattare questi pazienti con i farmaci utilizzati dagli anestesiologi per le crisi di ipertermia, fino ad ora è stata solo ipotizzata, ma non metodicamente applicata. I risultati ottenuti dalla questa ricerca, suggeriscono inoltre come semplici accorgimenti - quali approcci dietetici - potrebbero essere importanti per tutta la popolazione in particolari condizioni ambientali, e specialmente per quei soggetti in cui è stata preventivata una potenziale over-sensibilità a fattori di stress ambientale e fisico".